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Castello Arechi

Castelli della Campania

In breve

L’impianto primitivo del "castrum" è riconducibile al sec. VI, in età bizantina, fatto erigere, probabilmente da Narsete durante la guerra greco-gotica, a controllo di Salerno. La datazione della più antica fase costruttiva del circuito murario, conservata in larghi tratti di filari di blocchi quadrati, è desunta dai dati delle recenti campagne di scavi. La testimonianza più evidente di tale periodo…

Informazioni principali

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Indirizzo
Località Croce, 84125
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L’impianto primitivo del "castrum" è riconducibile al sec. VI, in età bizantina, fatto erigere, probabilmente da Narsete durante la guerra greco-gotica, a controllo di Salerno. La datazione della più antica fase costruttiva del circuito murario, conservata in larghi tratti di filari di blocchi quadrati, è desunta dai dati delle recenti campagne di scavi. La testimonianza più evidente di tale periodo è costituita da una torre, chiamata nei documenti "turris maior", innalzata circa a metà del sec. VI, ancora oggi in parte riconoscibile, intorno alla quale successivamente si svilupperà il castello. Durante l'età longobarda le fonti documentano il potenziamento del "castrum" ad opera del principe Arechi II, che rifondò Salerno munendola di un valido perimetro difensivo. Tale notizia è testimoniata dal contemporaneo Paolo Diacono, successivamente nel sec. IX dal beneventano Erchemperto, ed infine dall’Anonimo del "Chronicon salernitano" del sec. X. I recenti scavi archeologici hanno, tuttavia, rivelato che l’intervento longobardo sul castello, nel sec. VIII, fu quasi inesistente. L’attenzione di Arechi II fu, infatti, rivolta principalmente alla costruzione della cinta muraria della città, che assunse proprio in quell’occasione la configurazione ancora oggi in parte leggibile. Successivamente il castello divenne il centro del potere longobardo nel costituito Principato di Salerno, fino al 1077. Il passaggio dal principato longobardo a quello normanno, avvenne dopo l'assedio (1076-1077) da parte di Roberto il Guiscardo che portò alla resa Gisulfo II, ultimo principe longobardo di Salerno. La fase normanna, come testimoniato dai dati delle campagne di scavi archeologici, fu caratterizzata da un breve ampliamento verso sud delle strutture del castello con la costruzione di un loggiato, di cui restano alcuni piloni, inglobati nella massa muraria realizzata per la sistemazione delle cannoniere del sec. XVI. E' ascrivibile a questa fase anche la sopraelevazione dei setti della cinta muraria, che partendo dalla sommità della collina cingevano la città sottostante, resa necessaria dalla diffusione, nel sec. XII, di più evoluti sistemi per gli assedi militari. Si deve, inoltre, molto probabilmente ai normanni la costruzione della torre detta “la Bastiglia”, posta a nord della cima del monte "Bonadies". Del periodo svevo non è possibile reperire nell’area del castello elementi architettonici significativi. Federico II si limito ad ordinarne la manutenzione. Lo stato del castello è meglio documentato durante il dominio angioino, grazie all’archivio della cancelleria angioina ed aragonese e al "Codice Diplomatico Salernitano"; significativa è anche la documentazione fornita dai reperti archeologici. Un ordine di Carlo d’Angiò del 1271 indica il modo di esigere denaro per la riparazione del castello; un documento del 1274 segnala le urgenti opere necessarie. La descrizione particolareggiata dei lavori consente di riscontrare analogie nell’attuale impianto. Il limite sud-est del castello, in età angioina, era costituito da un alta cortina muraria, visibile sulla sinistra dell’odierno ingresso, munita in origine di saettiere, al di sotto delle quali, successivamente, vennero realizzate delle fuciliere ancora visibili. Secondo il testamento del salernitano Corrado d’Aversa del 1299, le ultime ristrutturazioni della fase angioina risalgono a questa data. In età moderna il castello verrà ulteriormente ampliato. Un documento del 1579 ne descrive l’ampliamento che interessa tutta l’ala sud-est del castello. Tale intervento si colloca nel clima di rinnovata attività militare che caratterizzò il viceregno spagnolo, quando il castello riassunse l’originaria funzione di controllo e difesa del porto sottostante con la costruzione di una serie di cannoniere. Anche gli ambienti sulla destra dell’ingresso, furono realizzati in età moderna, quando il castello, ormai perduta la funzione difensiva, era utilizzato come residenza dai principi Sanseverino, feudatari di Salerno. Nel 1815 il castello è venduto a privati che ne deterranno il possesso fino al 1960. Nel 1960 il castello verrà acquisito dall’Amministrazione Provinciale che avvierà un significativo progetto di restauro. Seguirà nel 1990 l'acquisto della Torre Bastiglia. I primi lavori di restauro compiuti consentirono la creazione di un nucleo espositivo di reperti provenienti dal Castello, di sale per mostre, conferenze e congressi, oltre ad una serie di altri servizi concentrati nella zona dell’ampliamento aragonese, aperti al pubblico nel 1982.