Forse risalente già al IX secolo, il castello di Acerra presenta un nucleo centrale antico. Infatti il nucleo centrale, dalla sintomatica pianta a emiciclo, sorge sui resti di un teatro romano, a testimoniarlo strutture murarie di età antica in opus reticulatum e opus listatum, e alcuni reperti (come cocci e parti di colonne) rinvenuti all’interno nel corso di alcuni lavori di consolidamento delle fondazioni eseguiti negli anni Ottanta del Novecento. La costruzione di un edificio difensivo sui resti del teatro romano avvenne, molto probabilmente, ad opera dei Longobardi come testimonia un documento dell’anno 826 d.C.: "in quest’anno Acerra appartenne di bel nuovo ai Longobardi, i quali vi avevano edificato un Castello” Il nucleo più antico, situato alla destra dell’ingresso, comprende il donjon realizzato in pietra di tufo e scavi archeologici hanno confermato la sua esistenza già nella seconda metà del XII secolo. In questa fase era Conte di Acerra Riccardo D’Aquino, avendo ereditato la contea dallo zio Ruggiero de Medania, che a sua volta l’aveva ricevuta dal nonno Roberto de Medania La prima notizia certa del castello di Acerra risale al 1251, allorquando Manfredi, figlio dell'imperatore Federico II, dichiarava in una lettera di aver dimorato al fortilizio. E ritornò inoltre presso il castello altre volte, come nella notte tra il 23 e il 24 ottobre del 1254, per rifugiarsi mentre era in ritirata dalle truppe del Papa Molte le famiglie che si sono succedute nel possesso del feudo acerrano e del suo castello: de Medania, D’Aquino, di Alveto, Sanseverino, Angiò, Brunswick, Protogiudice, Pastore. Nel 1408 il feudo viene acquisito dal capitano Gurello Origlia, per poi passare ai Del Balzo-Orsini, che lo governano fino al 1486. Un documento del 1481, poi, ci descrive il castello che risultava già allora essere molto simile a come appare oggi. Negli stessi anni il forte passa a Federico d’Aragona, che diventerà Re di Napoli nella decade successiva. Il castello cambia quindi destinazione d’uso, da struttura difensiva a dimora sorveglianza, arricchito inoltre da eleganti giardini Il feudo, insieme al castello, di Acerra fu venduto nel 1499 ai de Cardenas, famiglia che di fatto lo dettenne fino al 1810 in virtù di una serie di successioni ereditarie Trascorsi i fasti del periodo aragonese seguì un momento di decadenza per la città di Acerra. I conti non dimorarono più nel castello giacché le piene del Clanio pregiudicarono il territorio, trasformandolo in una palude insalubre. Il castello tornò successivamente a fiorire nel corso del XVIII con i Borbone, con un ulteriore abbellimento della struttura. In occasione del matrimonio di Maria Giuseppa de Cardenas, ultima contessa di Acerra, ed il generale Francesco Pignatelli si procedette alla ristrutturazione del pavimento (decorato con gli stemmi delle famiglie). Nello stesso periodo venne realizzato il ponte di accesso in muratura, in luogo di quello levatoio Nel 1925 il Conte Carlo Spinelli, di Scalea, aliena il castello al Comune di Acerra, che lo utilizzerà come municipio, cadendo successivamente in abbandono. Nel 1995 il municpio fu quindi delocalizzato e il castello fu destinato a sede della biblioteca comunale e museo di Pulcinella, maschera nativa della città di Acerra L'amministrazione comunale restaura il castello nel biennio 2016-2017