Castel Sant'Elmo di Napoli, sito sulla collina del Vomero, sorge lì dove nell'alto medioevo era presente il Paturcium e, a partire dal X secolo, una chiesa dedicata a Sant'Erasmo. Il possente edificio, nella sua funzione militare, trae però origine da una torre d'osservazione normanna chiamata Belforte Le prime notizie storiche certe del castello risalgono al 1329, anno in cui Roberto il Saggio ordinò al reggente della Vicaria, Giovanni de Haya, la costruzione di un palazzo, il Palatium castrum, sulla sommità della collina di Sant'Erasmo. Gli architetti incaricati del lavoro furono Francesco de Vico e Tino di Camaino. I lavori furono ultimati nel 1343 sotto il regno di Giovanna I d'Angiò Il castello fu più volte assediato: nel gennaio del 1348, dopo l'efferato omicidio di Andrea di Ungheria, fu assaltato da Luigi I d'Ungheria, giunto a Napoli per vendicare il fratello, la cui uccisione si attribuiva all'uxoricidio della regina Giovanna I d'Angiò. Dopo la resa della regina, il castello fu occupato da Carlo di Durazzo. Nel 1416 la regina Giovanna II lo vendette per la somma di 10.500 ducati ad Alfonso d'Aragona Don Pedro de Toledo lo fece ricostruire nel 1537 su sollecitazione dell'imperatore Carlo V. I lavori furono curati dall'architetto Pedro Luis Escrivà, il quale effettuò una fortificazione dell'intera altura di San Martino. La costruzione fu portata a termine dall'architetto Gian Giacomo dell'Acaya nel 1546 Nel 1587 un fulmine, caduto nella polveriera, comportò la distruzione di buona parte della fortezza, insieme alla chiesa di sant'Erasmo al suo interno, alla palazzina del castellano e agli alloggi militari, arrecando anche danni al resto della città. Nel 1599 si diede inizio ai lavori di ripristino, ultimati nel 1610, e che furono affidati alla direzione dell’architetto Domenico Fontana Nel XVII secolo divenne un carcere. Nel 1647, durante la rivoluzione napoletana, vi si rifugiò il viceré duca d'Arcos. Nel 1707 fu assediato dagli austriaci e nel 1734 dai Borbone. Al tempo della Rivoluzione francese il carcere ospitò alcuni patrioti filogiacobini. Durante i moti del 1799 fu occupato e il 22 gennaio vi innalzarono la bandiera della Repubblica Napoletana Fino al 1952 la fortezza fu un carcere militare, dopodiché passò nella proprietà del Demanio militare. Nel 1976 ebbe inizio un imponente intervento di restauro a opera del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania. Fu aperto al pubblico il 15 maggio 1988. Oggi il castello appartiene al Demanio ed è adibito a museo