Le Fosse Granarie
Nel 2014, durante i lavori per la messa in posa del metanodotto presso corso Garibaldi, nel centro storico del Comune, sono state scoperte delle antiche Fosse Granarie. L'ipotesi più avvalorata è che la loro realizzazione sia databile tra il 1300 e il 1500 e che siano state in uso sino al 1800.
Queste cavità, del diametro di 9 m e profonde 11 m, venivano utilizzate per la conservazione del grano, che poteva mantenersi in perfette condizioni per circa tre anni. Nelle fosse, sigillate in modo da evitare qualunque ricambio d'aria, l'ossigeno lasciava il posto all'anidride carbonica che, creando un ambiente sterile, salvaguardava il cereale dall'attacco di parassiti e roditori.
Si ipotizza che il numero complessivo delle fosse castellammaresi dovesse superare le trenta unità. Tuttavia, ad oggi, ne sono state ispezionate solo tre. Esse si trovano in un'area un tempo detta chianu di lu funnacu, "piano del fondaco", dall'arabo funduq, con riferimento al luogo di sosta presso il quale trovavano ristoro i mercanti con le loro cavalcature.
Le buche investigate, scavate nella viva roccia ed a poca distanza l'una dall'altra, hanno forma tronco-conica e, in un caso, presentano le pareti impermeabilizzate con mattoni di terracotta per proteggere il contenuto dall'umidità.