Nel cuore del Rione Sanità, Palazzo Sanfelice si presenta con una facciata sobria. Basta però entrare nel cortile per capire perché è uno dei luoghi più riconoscibili di Napoli. Il palazzo fu progettato da Ferdinando Sanfelice tra il 1723 e il 1728 come residenza della sua famiglia, in una fase in cui l’architetto sperimentava una nuova idea di spazio nobiliare. Qui il protagonista non è il salone, ma la scala: una struttura monumentale a rampe incrociate, sospesa tra pieni e vuoti, che trasforma il cortile in uno spazio aperto. Osservandola dal basso si notano le diagonali, le aperture geometriche e il modo in cui la luce scende dall’alto, tagliando intonaci e gradini e creando ombre nette, sempre diverse. È questo equilibrio tra funzione e spettacolo a rendere noto Sanfelice, che a Napoli rese la scala un elemento scenografico, studiato e imitato come modello del barocco cittadino. Il contesto aggiunge interesse alla visita: il palazzo si trova in un tessuto urbano fitto, fatto di vicoli stretti, palazzi storici e stratificazioni popolari. Per questo il cortile colpisce con il suo respiro e la sua simmetria.