Su un fondo verde-verdone e con tocchi di rosa antico, l’artista raffigura flora e fauna autoctone del Molise.
Si possono apprezzare un giglio martagone, una orchis mascula e una rosalia alpina che dialogano con le linee del ferro battuto della lunetta del portone, creando un equilibrio armonico tra arte, architettura e natura. La costruzione dell’immagine, ideata con tratti geometrici e campiture cromatiche nette, restituisce una visione del mondo rigorosa ma vibrante, in cui ogni elemento sembra trovare il proprio posto in un sistema ordinato.
Lo sguardo è invitato a una lettura lenta, sui registri, e consiglia di riconoscere nella biodiversità molisana non solo un dato naturale, ma una trama preziosa di forme, ritmi e relazioni..
Nota biografica : Luigi Lume nasce a Caserta nel 1990; vive e lavora a Napoli.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si dedica al writing e agli interventi urbani tra aree dismesse, centri sociali e periferie. Tra 2013 e 2014, sviluppa una speciale ricerca ispirata alle mutazioni genetiche vegetali, unendo geometria, simmetria e osservazione del mondo naturale. Il suo linguaggio visivo coniuga precisione tecnica e poesia urbana, reinterpretando il paesaggio contemporaneo.