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Facciata

Palazzo Reale di Napoli

In breve

La fondazione del Palazzo Reale di Napoli risale al 1600 , quando il viceré spagnolo Fernando Ruiz di Castro, sesto conte di Lemos, decise di costruire accanto all’edificio che già dal Cinquecento era la sede del rappresentante del re di Spagna a Napoli una nuova e più grandiosa residenza, adatta ad accogliere il sovrano stesso. Il progetto fu affidato a…

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La fondazione del Palazzo Reale di Napoli risale al 1600, quando il viceré spagnolo Fernando Ruiz di Castro, sesto conte di Lemos, decise di costruire accanto all’edificio che già dal Cinquecento era la sede del rappresentante del re di Spagna a Napoli una nuova e più grandiosa residenza, adatta ad accogliere il sovrano stesso.

Il progetto fu affidato a Domenico Fontana, architetto che si era distinto a Roma lavorando per papa Sisto V, su ordine del quale eresse gli obelischi tuttora visibili davanti alla basilica vaticana e a San Giovanni in Laterano. La sua firma è incisa sulla base di alcune colonne della facciata principale e un obelisco, suo emblema, è visibile nel fregio subito a destra dell’ingresso principale dalla piazza.

La facciata, in mattoni abbinati al piperno, la pietra lavica locale, si apre con tre ingressi su piazza del Plebiscito – l’antico ‘Largo di Palazzo’ – ed è articolata nei tre ordini architettonici classici: dorico al piano terra, ionico al piano nobile e corinzio nel piano superiore.

Il porticato inferiore era originariamente aperto da arcate continue, che per motivi statici furono in parte murate alla metà del Settecento dall’architetto Luigi Vanvitelli. Nelle nicchie così create furono inserite nel 1888, al tempo del Regno d’Italia, otto statue raffiguranti i più illustri sovrani delle varie dinastie che detennero il trono di Napoli, da Ruggero il Normanno fino a Vittorio Emanuele II di Savoia.

L’ingresso principale è sottolineato da un portale con doppie colonne in granito dell’isola di Giglio; al di sotto del balcone d’onore fu aggiunto dopo il 1861 lo stemma dei Savoia, re d‘Italia. Ai lati vediamo due delle sei garitte per le guardie, realizzate dall’architetto Ferdinando Fuga nel 1780. Le due lapidi che ricordano la fondazione del Palazzo: a sinistra è incisa una dedica ai committenti, a destra un elogio alla città di Napoli. Al di sopra del balcone centrale è collocato un grande stemma in marmo della monarchia spagnola, affiancato da due stemmi più piccoli che ricordano i viceré che proseguirono la costruzione del palazzo fino al 1616: Juan Alonso Pimentel de Herrera, conte di Benavente, e don Pedro Fernández de Castro, settimo conte di Lemos.

A sottolineare la simmetria della facciata, in alto svetta la torretta con l’orologio, unica sopravvissuta delle tre realizzate nel Seicento secondo il progetto di Domenico Fontana.