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Palazzo Reale di Napoli
Attraverso questo monumentale scalone di marmo, che occupa un intero lato del Cortile d’Onore, si accede all’Appartamento di Etichetta. Il maestoso ambiente d’ingresso conserva l’impianto originario progettato a metà Seicento, sul modello dello scalone dell’Alcázar di Toledo. Oggi questo spazio si presenta nella veste decorativa di gusto neoclassico ideata a metà Ottocento dall’architetto Gaetano Genovese. L’intervento rientrava nei lavori di…
Attraverso questo monumentale scalone di marmo, che occupa un intero lato del Cortile d’Onore, si accede all’Appartamento di Etichetta.
Il maestoso ambiente d’ingresso conserva l’impianto originario progettato a metà Seicento, sul modello dello scalone dell’Alcázar di Toledo. Oggi questo spazio si presenta nella veste decorativa di gusto neoclassico ideata a metà Ottocento dall’architetto Gaetano Genovese. L’intervento rientrava nei lavori di ristrutturazione del Palazzo, intrapresi per rendere più funzionali gli spazi dell’edificio e per eliminare tutte le irregolarità architettoniche che lo connotavano, oltre che per porre rimedio agli ingenti danni causati da un incendio nel 1837. Il cambiamento più rilevante riguardò la parete sulla quale si sviluppa lo scalone. In origine, infatti, a questa parete si addossava il vecchio Palazzo Vicereale e quindi nel Seicento essa non presentava aperture. L’ambiente riceveva luce solo dalla serie di arcate affacciate sul Cortile d’Onore. Al posto del Palazzo Vecchio, demolito nel 1839, fu allestito un porticato con un’area verde, chiamata in seguito Giardino Italia, visibile dalla porta a vetri tra le due rampe di scale. Questo intervento rese possibile la creazione di ampie vetrate alle spalle dello scalone, trasformando l’ambiente in uno spazio di straordinaria luminosità, diffusa anche dai lucidi marmi delle pareti.
Le pareti dell’ambiente in cui ci troviamo sono ricoperte a tutta altezza da lastre di marmo provenienti da cave del Regno delle Due Sicilie, mentre i bassorilievi che decorano le pareti sono scolpiti nel marmo bianco di Carrara. Sulle pareti lunghe spiccano i riquadri con trofei militari, opera dello scultore Gennaro De Crescenzo, mentre sui lati brevi, dando le spalle alla porta a vetri, due rilievi allegorici decorano i vani d’accesso laterali: a sinistra La Gloria tra i simboli della Giustizia, della Guerra dell’Arte e dell’Industria, a destra La Vittoria tra il Genio della Fama e il Valore.
Ai due lati dello scalone, in alto, si aprono quattro nicchie che accolgono statue in gesso sormontate da bassorilievi in stucco. Esse rappresentano le Virtù Regali: a destra, La Fortezza e La Giustizia; a sinistra, La Clemenza e La Prudenza.
Tra gli elementi decorativi della volta, in stucco bianco, spiccano, a destra, il cavallo rampante, simbolo della città di Napoli, e a sinistra la trinacria, una testa con tre gambe, emblema della Sicilia. Lo scudo crociato dei Savoia, re d’Italia, che campeggia al centro della volta, sostituì lo stemma borbonico dopo il 1860, anno dell’annessione di Napoli al nuovo regno.
Lo scalone era illuminato da otto grandi candelabri di ghisa in stile Secondo Impero, collocati sulla balaustrata: a seguito dei danni subiti durante la Seconda guerra mondiale ne restano soltanto due.
Il percorso nell’Appartamento inizia dal Teatro di Corte, che si trova in cima allo scalone sulla destra.